Editoriale: Perché abbiamo creato Musi e Muse

Perché abbiamo creato Musi e Muse? Per riempire una zona vuota del dibattito sulla questione animale. Dell’esistenza di questa lacuna ci siamo accorte attraverso percorsi personali fatti di studi e riflessioni «fuori dal coro» e di esperienze private di vita con gli animali. Discutendo tra noi, ci siamo ritrovate accomunate da una insoddisfazione nei confronti della maggior parte dei contenuti attualmente disponibili, spesso caratterizzati da una rigidità e un’astrattezza nelle quali non ci riconosciamo. Vogliamo provare a restituire alla questione animale – cioè alla riflessione sulla compresenza interspecifica: su come è, su come potrebbe essere – la sua complessità e la sua concretezza, esplorando le modalità e i risvolti delle relazioni tra umani e animali, in particolare domestici, attraverso il confronto con gli esiti più attuali delle scienze umane. Un’esposizione più dettagliata del progetto MeM si trova nella pagina di Presentazione.

Questo numero-pilota di MeM propone in versione on line alcuni contenuti del dossier «Le vite degli animali» diretto da Agnese Pignataro e pubblicato in forma cartacea sulla rivista Diogene magazine nella primavera del 2011. In questa selezione può essere colto in nuce l’approccio che MeM intende adottare e i temi che si vogliono approfondire. «Vegetarismo e natura» di Antonella Còrabi insiste sulla necessità di strappare gli animali all’ideologia che li vuole passivi elementi di un indifferenziato ed immobile mondo «naturale»; parallelamente Florence Burgat, in «La vita inquieta dell’animale», spiega la ricchezza dell’esistenza animale, caratterizzata da una «perdita di tranquillità» che il resto del mondo non umano non conosce. Abbiamo poi «Zooantropologia» di Brunella Bucciarelli e «Verso la domesticazione» di Barbara Noske, che mettono in luce gli aspetti creativi e partecipativi della presenza degli animali nella storia umana. Con «Ascoltando voci diverse» di Agnese Pignataro si apre un nuovo approccio all’etica animale, basato sulla nozione di care, sul contatto e sul dialogo. Infine «La costruzione sociale dei corpi commestibili e degli umani come predatori» di Carol Adams mette in questione, a partire da una prospettiva femminista, l’idea di una «naturalità» dell’alimentazione carnea.

Il progetto MeM intende allacciare un confronto meditato e costruttivo con le lettrici e i lettori. Abbiamo quindi escluso i commenti agli articoli, per evitare tra l’altro che esso diventi una sorta di social network mascherato, e deciso di aprire piuttosto una rubrica delle Lettere che sarà attiva a partire dal numero 1 e alla quale tutte e tutti sono invitate/i a contribuire.

Nel consegnare questo numero alla rete, la redazione si augura che esso giunga gradito e possa contribuire al vasto dibattito sulla questione animale.

Agnese Pignataro

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